Un (nuovo) Miracolo italiano

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Comprare dei libri da cui è tratta una serietv che ti piace non sembrerebbe niente di complesso e oneroso. In Italia invece lo è.

Dopo aver visto la prima stagione di Game of Trhones (Il trono di spade) nel 2011 ho iniziato a comprare i libri  de Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R Martin da cui è tratta la serie. Se avessi acquistato i libri nuovi avrei speso più di 110 euro, e mi mancherebbe ancora l’ultimo libro, perché non è ancora stata pubblicata in edizione economica.
Per capire in che ordine leggere i libri mi sono dovuto rivolgere ad un amico, perché altrimenti dai libri  è impossibile capire l’ordine cronologico, la Mondadori non  ha giudicato quest’informazione rilevante, quindi o hai un amico nerd, o cerchi le informazioni su Wikipedia

Ogni volta che facevo un giro in libreria e volevo comprare un altro libro di questa saga impiegavo  sacco di tempo per capire quale titolo avevo già acquistato. O li compri in blocco o devi andare in giro  con la stampa della pagina di wikipedia che contiene queste informazioni

L’alternativa sarebbe acquistare i 5 libri in lingua originale, spendendo meno di 1/3. 32 euro.

5 libri sono quindi diventati 12, con dei titoli e copertine assurde scelte dalla casa editrice. Una specie di moltiplicazione del pane e dei pesci quello attuato dalla Mondadori

Un (nuovo) Miracolo italiano

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Addio Don Draper

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Vivevo in affitto in un monolocale, non ero ancora padre, dopo aver letto un articolo su Internazionale ho iniziato a vedere MadMen. I personaggi, la sceneggiatura, la cura dei dettagli, gli argomenti trattati. Non avevo mai visto una serie tv americana del nuovo millennio, e restai davvero impressionato. Sono passati 5 anni da allora.
Ho cambiato auto, lavoro, ho girato per l’Italia per fare delle gare con il cubo di Rubik. Ho comprato casa, mio figlio l’anno prossimo inizierà la scuola, quest’estate a Giugno ho visto la sesta stagione di MadMen, serie tv che andrà in onda fino al 2015

Ci sono serie che ti accompagnano settimanalmente per 6/7 anni (o 6/7 settimane se opti per il Binge Watching estremo). Quando un personaggio di una serie tv muore non è come quando muore il personaggio di un film. Non lo conosci da un paio di ore, lo conosci da anni. Lo hai visto sullo schermo almeno per 60 ore, non per 80 minuti. E’ come se facesse parte della tua vita, uno di famiglia. Nate Fisher (Six Feet Under), Omar (The Wire), Tony Soprano, solo per citare i primi che mi vengono in mente.

Da due settimane è finito Breaking Bad. Ho  aspettato un anno per conoscere il finale di questa che resterà per sempre una delle migliori serie tv mai realizzate. Adesso che è finita è quasi impossibile riempire il vuoto che ha lasciato. Ho provato a rimediare iniziando a guardare altre serie: Sleepy Hollow, Agent of S.H.I.E.L.D. Il risultato è che mi sono totalmente annoiato.
Nel frattempo hanno preso il via le nuove stagioni di Sons of Anarchy, Homeland, Person of Interest, The Walking Dead. Ma niente, il tuo pensiero vola  sempre ad Albuquerque, nella tua testa continui a sentire Brian Cranston dare la voce a Walter White/Heisenberg. Devi fartene una ragione, Breaking Bad è finito. Va bene, ma la prossima primavera riprenderà Mad Men. Ci sono ancora 14 episodi per conoscere il finale di questa serie. Questa volta, però non ti devi fare cogliere impreparato. Ripensa alla sigla iniziale. Un uomo precipita. Il lutto inizia da ora.
Quindi, considerando che non tutti sanno come si conclude Breaking Bad (lungi da me lo ‘spoiling’), Addio Don Draper.