Stay Angry, Stay Kind

Un altro post Su Pulp fiction? Cosa ci sarà mai da aggiungere? Su questa pellicola, in vent’anni ho letto di tutto. Negli anni 90 ho comprato diversi saggi, letto e riletto la sceneggiatura. Negli anni zero ho trovato migliaia di  trivia sul web. Con il DVD mi sono potuto godere gli extra, vedere il backstage, la scena tagliata di Vincent Vega e Mia Wallace. L’unico problema, almeno nel dvd italiano, era che i sottotoli erano fatti malissimo. Non era proprio possibile vederlo in lingua originale, erano presenti solo quelli in italiano tra l’altro. Oggi, finalmente, ho potuto vedere Pulp Fiction in lingua originale con i sottotitoli in inglese.
Ogni film andrebbe visto così. In questo modo, vedo i film e le serie Tv da anni.
Aver visto Pulp Fiction almeno un centinaio di volte, ma mai  in lingua originale, era un peso troppo grande da poter sopportare. Conoscendo tutto il film a memoria non ho avuto il problema di capire il significato di certe battute. Mi è sembrato strano però sentire per ben due volte la parola Pepsi. Quindi, dopo la visione, ho rivisto le due scene dove viene citata:

LanceBut this one,is a fuckin’ madman.
VincentRemember, I just got back from Amsterdam.
LanceAm I a nigger? Are we in Inglewood? No. You’re in my home. Now, white people who know the difference…between good shit and bad shit, this is the house they come to.
Now, my shit, I’ll take the Pepsi Challenge with that Amsterdam shit…any old day of the fuckin’ week. VincentThat’s a bold statement.

JulesWhat is a miracle, Vincent?
VincentAct of God.
JulesAnd what’s an act of God?
VincentWhen, um, God makes the impossible possible. But this morning…I don’t think qualifies.
JulesHey, Vincent. See, that shit don’t matter. You’re judging this shit the wrong way.
It could be God stopped the bullets, changed Coke to Pepsi, found my car keys. You don’t judge shit like this based on merit.

Nella prima scena, nell’edizione italiana, la Pepsi è sparita. Ma andiamo con ordine:  Lance (Eric Stoltz) è pronto a sfidare la roba di Amsterdam con la Pepsi Challange. Il riferimento era a un’iniziativa adottata dalla Pepsi dagli anni 70. Veniva chiesto a dei passanti di gustare  due bevande alla cieca, Pepsi e Coca Cola.  e di indicare la preferenza
Voleva dimostrare che se non si era condizionati dal sapere quale delle due bevande fosse la Coca Cola gli assaggiatori avrebbero preferito la pepsi. La seconda citazione della Pepsi è alla fine del film. Anche se  cronologicamente parlando succede prima che Vincent (John Travolta) acquisti l’eroina da Lance.

Qui Jules (Samuel L Jackson) dice che può essere stato Dio ad aver fermato quei proiettili, ad aver cambiato la Coca in Pepsi
Beh, cosa succederà dopo è chiaro a tutti. Jules pensa che sia un segnale divino e quindi si ritira. Vincent, che non la pensa allo stesso modo, verrà ucciso a casa di Butch (Bruce Willis). Quando noi ascoltiamo Jules fare quel discorso sappiamo già che Vincent sarà ucciso. Diamo quindi ragione a Jules, che secondo noi ci aveva visto giusto. Quello era da interpretare come un segnale.
It could be God stopped the bullet
Jules però non si ferma a questo. Dice anche che, secondo lui, “It could be God …changed Coke to Pepsi” Ma se “coke” è la cocaina, come chiama l’eroina Lance? La Pepsi. E chi scambia la Coca per l’eroina? Mia Wallace (Uma Thurman). Se non avesse scambiato l’eroina per la coca non sarebbe andata in overdose, e la sua serata con Vincent sarebbe potuta finire in tutt’altro modo. Vincent ha provato ad autoconvincersi in bagno che avrebbe dovuto salutare Mia, concludere lì la serata, andare a casa e farsi una sega. Sapeva che era una questione morale e di lealtà. Ma ci sarebbe riuscito se non avesse visto Mia Wallace in overdose per aver scambiato l’eroina per la coca? Lui ha continuato a fare il gangster per Marsellus Wallace, nonostante il segnale divino, i proiettili “fermati” da Dio.
C’era stato anche un altro segnale, che Vincent non ha colto. C’era stata una predizione. Cosa gli dice Jules? “It could be God… changed Coke to Pepsi” Questo ci dice Tarantino tramite Jules. Noi sappiamo che non aver interpretato quel segnale come divino avrà conseguenza la morte di Vincent. Quei segnali, perché sono due: i proiettili e l’aver scambiato la coca con l’eroina.
Ora, quante possibilità ci sono che questa interpretazione sia corretta?
Una? Nessuna? Centomila? Anche fosse solo una,  non avresti mai potuto saperlo guardando il film doppiato in italiano. La sceneggiatura più innovativa degli ultimi 50 anni viene cambiata dalla direzione del doppiaggio italiano come se niente fosse, con troppa leggerezza forse. Questa, come tutti i film e le serie tv che escono in Italia. La cosa più assurda, infine, è comprare dei DVD e Blu Ray che non includono spesso i sub in inglese o con dei sottotitoli pessimi, fatti da persone che hanno percepito una retribuzione per quel lavoro, mentre in rete trovi dei sottotitoli fatti da ragazzi “dilettanti” ma che curano ogni minimo dettaglio e lo fanno per passione, gratuitamente, quotidianamente, per gli altri. Senza chiedere nulla in cambio.  Questa forma di gentilezza forse è da interpretare come un intervento divino, per ricordarci che la gentilezza è sottovalutata.
Stay Agry, stay kind

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3 pensieri su “Stay Angry, Stay Kind

  1. La tesi di questo post è l’opposto di ciò che penso del doppiaggio, quindi per me è interessante. Ritengo, al contrario, che il sottotitolaggio fatto in rete dai ragazzini sia peggio di quello fatto dai professionisti (puoi metterci anche più passione, ma sottotitolare non è tradurre la battuta: è tradurre il sottotitolo – che 99 su 100 è un sottotitolo inglese- in un altro sottotitolo che abbia lo stesso numero di parole, possibilmente anche lo stesso numero di lettere, le stesse righe -di norma una riga. Due se è un dialogo- e lo stesso “tempo di lettura”: per quanta passione si possa avere, non è un lavoro che si può fare in poche ore, e non è un lavoro che ci si può dividere in 40 persone diverse, pena la perdita di uniformità del testo). Il problema di Coke e Pepsi è un classico caso di adattamento: la storia dell’ “esperimento pepsi” (il primo libro che ne parlò in Italia fu una biografia di Lee Iacocca) è poco nota al consumatore italiano (in Italia sono da sempre vietate le pubblicità comparative, in USA un po’ meno) e dunque anche allo spettatore italiano, per cui è comprensibile che lo si sia sostituito con qualcosa di simile nel concetto ma più notorio per il nostro pubblico (non trovo la scena: me la linkeresti?). E il gioco Coke/Pepsi= Cocaina/eroina come tu stesso sostieni è di dubbia interpretazione (possibile, la tua, ma non cera), per cui probabilmente è stata trattata alla stregua di un gioco di parole (alcuni risultano intraducibili, per cui vengono sostituiti, altri, come questo, vengono adattati, altri ancora si perdono, lost in translation – le scorie esistono, c’è da poco da fare – per essere poi – come si dic in gergo- “recuperati”: magari più avanti, nel film, oppure prima, si sfrutta una situazione sfruttabile per compensare il giochino perso qui). Non voglio con ciò sostenere nient’altro che questo: dare addosso a chi doppia, sottotitola o traduce è piuttosto facile, ma MEDIAMENTE (cioè non sempre) dietro ogni scelta c’è un ragionamento, una valutazione e infine una decisione (a volte anche molto dolorosa). Fingere che non esistano e dire “hanno tradotto male”, oppure (come spesso sento dire dai ragazzini di cui sopra) “non conoscono neanche l’inglese”, è un po’ come dire al bar che il mister della nazionale non capisce niente di pallone. Pace & Amore.

  2. Per me è molto interessante il tuo punto di vista e in questo grande bar che è la rete provo a spiegarti un pò meglio il mio pensiero, che è frutto della mia esperienza con i film e le serie tv , doppiati e/o sottotitolati.
    Per correttezza metto sotto il testo in italiano della scena di Pulp Fiction che mi hai richiesto. Non so se c’è il video su you tube.
    “Con la mia roba sono pronto a sfidare la robaccia di Amsterdam in un giorno qualunque della settimana”
    Se chi vede il film non cogliesse il riferimento alla Pepsi Challange può benissimo informarsi. Il doppiaggio toglie ogni dubbio e non gli da questa possibilità.
    Ma non capisco perchè nello stesso film lasciano invariati altri riferimenti alla “cultura americana” del tutto sconosciuti in Italia i quegli anni
    Perchè alcuni si altri no?
    Nella scena degli Hamburger vengono citati ” Wendy’s, Jack in the Box, Big Kahuna Burger.” anche nella versione italiana

    Per me la sceneggiatura è quasi “sacra” è il frutto di anni di lavoro, non mi piace l’idea che in fase di doppiaggio si apportino tali modifiche perchè si pensa “l’italiano non capirebbe”
    Con i sottotitoli non hai questo problema
    In ritorno al futuro la mamma di Marty lo chiama Calvin Marty Klein, perchè ha scritto quel nome dappertutto, anche sulle mutande
    Nel doppiaggio italiano è diventato Levis Marty Strauss. Mi ricordo che da bambino mi chiedevo dove vendessero le mutande della Levis…pop off a piazza adda non le aveva 😦 ….poi a quasi quarant’anni ho scoperto che il mio mito in tutto il mondo era chiamato dalla mamma Calvin Marty Kelin, mentre solo in Italia Levis Marty Strauss
    Ovviamente i sub in italiano fatti dai “ragazzini” riportano il nome corretto, Calvin Marty Klein. Poi va be, tutto il mondo conosce Darth Veder…che in Italia è diventato Dart Fener, ma questa è un’altra storia.
    Seguimi ancora per due minuti
    Guarda questa scena, è il punto cruciale di Breaking Bad e forse il picco massimo che Brian Craston ha mai raggiunto come attore, da brividi

    Guarda la versione italiana

    I am the one who knocks è diventato A me non possono sparare
    Si perde tutta l’intensità che l’attore ha dato a quel personaggio , guarda lo sguardo terrorizzato della moglie
    Io stesso ho dovuto cambiare le mutande dopo aver visto quella scena
    Anni dopo, perchè se guardi le serie tv doppiate ovviamente puoi anche aspettare degli anni per poterle vedere, un mio amico ha guardato quell’episodio
    Ero curioso di sapere se anche lui era rimasto a bocca aperta guardando quella scena. Si era totalmente perso questo passaggio, a causa del doppiaggio
    Un altro aspetto negativo del doppiaggio è che ti ritrovi a vedere gli stessi attori doppiati da doppiatori diversi, che è una cosa molto fastidiosa per chi segue le serietv in lingua originale.
    Io non posso sentire la voce di Jon Hamm doppiata per 70 episodi (quelli di MadMen) da un doppiatore e poi magari in un film da un altro doppiatore
    Poi in Italia c’è questa bruttissima abitudine di far doppiare i personaggi dei film da star televisive. Negli states ci sono i “voice arter” noi abbiamo i conduttori televisivi che si improvvisano doppiatori, piuttosto che politici (Ogni riferimento a Walter Veltroni è puramente voluto)
    In Italia si parla pochissimo l’inglese rispetto al resto dell’europa, in parte secondo me è dovuto anche al fatto che siamo abituati a vedere sempre tutto doppiato.
    Il doppiaggio ha una sua parte di responsibilità. E’ una questione culturale.
    INFINE….guarda che per poter “produrre” i sottotitoli per le comunità italiane dei sub devi passare dei test, non è un “non lavoro” che possono fare tutti.
    E non sono in 40 a tradurre lo stesso episodio, c’è una rotazione, poi si fanno delle revisioni.
    Ma tu…senza scomodare Troisi piuttosto che Gian Maria Volontè, riusciresti a vedere I cento passi con la voce di un americano che urla “The mafia is a pile of crap!” ?

  3. Quoto in pieno Fabrizio_Who ed invito O’ Reilly a guardarsi una qualsiasi serie tv su sky il lingua originale con i sottotitoli di sky. Poi provare a far la stessa cosa con i sottotitoli scritti da ragazzi che fanno della propria passione il loro “non lavoro”. Poi ritira le somme e riparliamone 🙂

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